L’ Album

DigitaleAnalogico

LA VISITA

“Questo disco è una sorta di TAC emotiva: un’indagine approfondita per capire l’origine di quei sintomi che esprimo in musica. E’ la relazione della visita effettuata e di quella ricevuta, dove io sono medico e paziente al tempo stesso. Ma non c’è cura, non c’è medicina e forse nemmeno una diagnosi.”

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Testi e musica di Angela Kinczly

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Produzione artistica Stefano Castagna
Assieme ad Angela hanno suonato su questo disco:

▫ Giorgio Marcelli
▫ Federico Zenoni
▫ Alessandro Castagna
▫ Stefano Castagna
▫ Andrea Cogno
▫ Beppe Mondini
▫ Massimo Saviola
▫ Isacco Zanola
▫ Milena Rigato
▫ Luca Formentini
▫ Marco Mor
▫ Corrado Saija

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Realizzato presso lo studio Ritmo&Blu di Pozzolengo (BS). Mastering di Christian Codenotti

Qui Base Luna
Publishing Ritmo&Blu/Freecom

Distribuzione Self

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TESTI

Strumentale
Perdere tempo
è una ripetizione che
consuma piano
l’uomo che non c’è
ma lui resta imperturbabile

Non sparare
non sparire
lasciami restare ancora
fuori di me

Fuori dal mondo
tra vortici e fiamme
scoppiano anche le stelle
mangia la polvere
l’uomo che non c’è
ma lui pensa di esser agile

Non sparare
siamo ombre
non sparire
come niente
come se

Non sparare
non sparire
lasciami restare ancora
fuori di me

Cosa hai visto
nel tempio del passato?
Cerchi e punti
e linee d’infinito
Perché aspetti
come me
di sorprendere le lucciole
e tornare a dire
così finisce
Tu resti e lui va via

Cosa hai preso
al tempo che è passato?
Cos’hai perso?
Cos’hai recuperato?
Custodisci timide
le parole tra le virgole
sulle bianche pagine

Prendi i fili dei ricordi
e avvolgili sulle mie mani
Io ci farò coperte
per scaldarti nei lunghi inverni del tuo cuore

Tieni i fili all’altro capo
e aiutami ad intrecciarli
E resteranno aperte
le trame più segrete e complicate del mio cuore

C’è un’alba che tu non vedrai
c’è un verde che non saprai mai dipingere
C’è un nome che non capirai
sussurrato dagli alberi
senza le lettere

Anch’io vorrei rincorrere
il tempo e non rimpiangere niente
neanche un minuto
niente
Bere la pioggia e danzare
in cerchio insieme alle lucertole
guardare in faccia il sole
guardare in faccia te

Misurazioni inutili
affettano il respiro degli uomini
che corrono ma dove
Si affrettano a togliere i veli
uccidono tutti i misteri
per cause futili
i matematici

Move to the movies!!
Non conosco la misura
i numeri non bastano a contare
i nostri passi
e se ti sposti poi ti trovo ancora qui

Non ho senso dell’orientamento
e ti seguo in capo al mondo
tirati dentro a un girotondo

Non c’è non c’è
un modo per spiegarti che
qualcosa che chissà dov’è
chissà cos’è

Non devi spiegare a me
non saran le tue parole
a cambiare
e non mi serve niente
voglio sempre stare qui

Non c’è non c’è
un modo per spiegarti che
qualcosa che chissà se c’è
chissà dov’è

Ci sono case ai confini del cielo
e lunghe mani salutano piano
fino all’ultimo sguardo
E c’è una strada senza la fine
e noi distesi al tramonto
controvento

E se volessi
restare qui
così vicini
fino a confonderci

Orologi liquidi per scandire
le ore appese alle pareti del cuore
E c’è qualcosa in fondo alla strada
che buca il cielo e piovono spine
sono gocce di tempo

E se potessi
tornare qui
così lontani
fino a nasconderci

Quando è sabato
resta qui insieme a me non ci svegliamo più
Non m’importa se è già tardi
il tempo è fermo come in un cinema
Scavo ancora a mani nude
l’aria stanca lì sul tuo viso
poi all’improvviso
mi accorgo che sto solo sognando di te

Oggi è sabato
guardami
apro l’armadio e non trovo mai
Dubito che un abito
sia il sintomo di tutti i miei guai
Scavo ancora a mani nude
nei cassetti e le foto sfuse
senza ritrovare
Scavo ancora a mani nude
tra le pieghe di storie chiuse
poi all’improvviso
mi accorgo che sto solo sognando di noi

Ho il sospetto che staremo sempre qui
a discutere di cose futili

Guarda
com’era bello il mare
e la pura di annegare
Guarda
com’è vicino il mare
poi all’improvviso

Scavo ancora a mani nude
nei cassetti e le foto sfuse
senza ritrovare
Scavo ancora a mani nude
tra le pieghe di storie chiuse
poi all’improvviso

Strumentale
Dov’è il tuo viso
dolce e rugoso
e la tua voce
così scura che fa un po’ paura
Nella mia mente
raggio di sole iridescente
riprende corpo
scioglie il gelo di un ricordo

Tu resti sempre qui
tra ombra e luce in ogni dove
senza parole
Tu resti sempre qui
tutto e niente vite nuove
senza paure

Riavvolgo il tempo
di imperturbabili clessidre
per correrti incontro
e cancellare un giorno di settembre
Nella memoria
recisa viva cicatrice
si contorce
e solo in te ritrova la sua pace

Tu resti sempre qui
tra ombra e luce in ogni dove
senza parole
Tu resti sempre qui
tutto e niente vite nuove
senza paure

Scorre una musica nella mia testa in sosta
vomita sillabe, canzoni orfane
come un juke-box a idrogeno che non si spegne mai
L’eco di un imperativo, un dovere mai assolto
verso te, verso me
Fendere la tela di una classica armonia
scardinare l’asse di un mondo in disequilibrio

Volerò e tu non mi vedrai
sui ricordi tuoi
senza chiederti tutti quei perché
dei pensieri miei
Sparirò dentro al traffico
in sciami di anime agitate alla ricerca di un nuovo disordine

Io ti amo da lontano mi avvicino e non ti vedo più
la mia astronave altrove orbita
su lunghezze d’onda che non si incontreranno mai
Da un po’ di tempo non vedevo più un cielo così
e resti qui sfiorandomi
rifuggi nei tuoi silenziosi angoli…

Io volerò e tu non mi vedrai
sui ricordi tuoi
senza chiederti tutti quei perché
dei pensieri miei
Sparirò dentro al traffico
in sciami di anime agitate alla ricerca di un nuovo disordine